Chiesa di Santa Maria della Scala

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Storia

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La chiesa fu costruita nel 1593-1610 per contenere l'icona della Madonna della Scala, conservata nel braccio settentrionale del transetto, assieme ad una statua di san Giovanni della Croce. La tradizione afferma che nel 1592 questa icona, posta sulla scala di una casa vicina, avrebbe miracolosamente guarito un bambino deforme dopo le preghiere della di lui madre. Il papa Clemente VIII affidò il progetto a Francesco Cipriani da Volterra, che morì tuttavia un anno dopo. Con la bolla Sacrarum Religionum del 20 marzo 1597 la chiesa, ancora in costruzione, viene affidata ai carmelitani scalzi. Dopo il completamento dell'interno nel 1610, la facciata fu terminata nel 1624.

Nel 1664 papa Alessandro VII elevò la chiesa a diaconia cardinalizia.

Nel 1849 durante la Repubblica Romana la chiesa fu adibita ad ospedale: tra i vari patrioti che vi troveranno la morte c'era anche Andrea Aguyar, il "moro di Garibaldi".

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Descrizione

La facciata di Santa Maria delle Scala presenta due ordini di paraste raccordate da volute ed è realizzata in travertino fino all'altezza delle nicchie laterali. Al di sopra del portale, a cui si accede da una gradinata, una nicchia ospita la statua della Madonna con Bambino scolpita da Francesco di Cusart.

All'interno la chiesa ha pianta a croce latina, con un'unica navata affiancata da tre cappelle per lato. Il pavimento, ricco di lapidi sepolcrali, si presenta nel rifacimento compiuto nel 1739.

L'altare maggiore, dedicato al Salvatore, risale al 1650; progettato da Carlo Rainaldi, è sormontato da un baldacchino a tempietto sorretto da sedici colonne corinzie in alabastro a pecorella e listate di bronzo dorato, e decorato tra quattro statuine di apostoli in terracotta dipinte ad imitazione del bronzo. Al centro conserva un Agnello dell'Apocalisse in bronzo dorato. L'altare fu riconsacrato nel 1725 da papa Benedetto XIV. Come pala d'altare è presente una Madonna del Carmine di Giuseppe Peroni datata al 1737.

Il coro, la navata e il braccio settentrionale del transetto sono decorati con pitture che riproducono delle modanature, mentre il transetto meridionale è decorato con vere modanature in stucco.

Il profondo coro è chiuso sul fondo da un'abside, e ospita le tele del Battesimo di Cristo e delle Nozze di Cana a destra, e quelle dell'Ultima Cena e dell'Ascensione di Cristo sul lato opposto; al centro dell'abside si trova un dipinto del Cavalier d'Arpino, Regina Coeli con Bambino. Il catino absidale è affrescato con un Redentore in trono con la Vergine e i santi.

Subito dopo l'altare maggiore vi è la sacrestia sulle cui pareti si addossano statuette in cartapesta dei dodici apostoli realizzate dopo che le originali in bronzo furono trafugate nel periodo napoleonico.

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Spezieria

Nei pressi della chiesa c'è un monastero famoso per aver ospitato nel XVII secolo la farmacia della corte papale: ancor oggi sono conservati l'arredamento e gli strumenti dell'epoca. L'antica Spezieria si trova al primo piano del convento dei Carmelitani Scalzi, sopra la farmacia ancora in funzione. Fu aperta agli inizi del Settecento e riforniva i pontefici e le loro famiglie, godendo di privilegi ed esenzioni fiscali.

Si conservano gli scaffali settecenteschi, con gli albarelli ancora pieni, mentre rimedi, ricettari ed erbari sono disposti come se la spezieria fosse tuttora attiva. Dell'arredo fanno parte due scritte in latino: ”Né l'erba li guarì né la miscela; sì la tua parola, Signore, la qual sana ogni cosa” e ”Dalla terra l'Altissimo creò i medicamenti: l'uomo prudente non li avrà in dispregio”.

Nell'adiacente laboratorio liquoristico, risalente alla prima metà dell'Ottocento, sono conservati gli strumenti usati per la distillazione, di cui negli ultimi anni il convento ha, però, sospeso la produzione.

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